Venezia gioie e dolori
Venezia gioie e dolori, si torna con una nuova medaglia e un’esperienza bellissima che mi serve sicuramente per le prossime gare, ma anche con il ginocchio che comincia a ribellarsi, quindi tanto ghiaccio e Voltaren nei momenti e nei giorni successivi. Il morale non al massimo per non aver raggiunto l’obiettivo ma comunque soddisfatto per aver terminato comunque un’altra maratona.
Mi incolpo per il grande dolore al ginocchio dal fatto di aver sottovalutato i segnali che davano le scarpe, erano verso la fine delle loro fatiche, magari anticipate anche dall’Ultramaratona “Scorrendo con il Liri” fatta sotto un nubifragio assurdo. Così decido di cambiarle acquistando, anzi mi vengono regalate da mia sorella e mia madre come premio per aver terminato Venezia, le nuove Altra Torin 2.0 e tanto che c’ero anche le One V3.
Non vedo l’ora di provarle e mercoledì esco per una corsetta di scarico, dovevano essere 6km poi 8 e, visto che ho incontrato Giulia e Rosy che stanno terminando il loro lungo, le accompagno fino al loro obiettivo, così ne faccio 11 di km… con il ginocchio che stranamente risponde bene, e ne sono felice. Così decido di uscire anche giovedì magari con un ritmo un po’ più sostenuto e, nonostante un po’ di fastidio, riesco ad arrivare soddisfatto al termine della seduta di allenamento e comunque decido anche di rinunciare alla gara di 10km che devo fare domenica per recuperare il più possibile visto il programma che mi aspetta per preparare la maratona di Firenze.
Domenica mattina comunque sveglia presto per stare con la squadra sulla linea di partenza e aspettarli all’arrivo… che sofferenza stare li a fare il tifo, preferisco correre insieme a loro, preferisco sudare e gustarmi metro per metro il percorso, l’unica soddisfazione è vedere negli occhi dei ragazzi la gioia di aver raggiunto un nuovo risultato importante per ognuno di loro… “daje, sono li con voi…”
Lunedì mattina si riprende il programma che mi deve portare a Firenze ma dopo soli 6km il ginocchio comincia a fare male quanto a Venezia e quindi, con il morale sotto le scarpe e soprattutto smadonnando come pochi, capisco che è arrivato il momento di fermarmi e farmi visitare…. Ringrazio Eclepta e soprattutto Dario che si è subito prodigato per capire la mia situazione, visita, risonanza, medico, diagnosi e soluzione tutto in giornata. Certo che se prima avevo il morale sotto le scarpe per il fatto di non poter correre, dopo la diagnosi (rottura del menisco interno e relativa infiammazione) non saprei come giudicare il mio morale: “Dottore io il 26 ho la maratona di Firenze e per nulla al mondo la salto, magari la faccio piano….”. Dopo questa frase il dottore, sorridendo, mi tranquillizza dicendomi che mi metterà nella situazione di partecipare, iniziando subito con la fisioterapia e riposo solo fino a domenica (spero).
Oggi capisco veramente di essere un drogato di corsa, non riesco a starci senza, è diventata un esigenza primaria come bere e mangiare, qualcuno dice che non sono normale e comincio a dargli ragione. Il fatto di non sapere quando posso rimettere le scarpe per correre mi fa stare malissimo, saltano tutti i miei programmi di allenamento, saltano le gare che avevo programmato ma soprattutto saltano quei momenti dedicati a me per poter scaricare le mie tensioni.
Adesso sotto con la fisioterapia e soprattutto non devo mollare un centimetro con la testa, concentrato su Firenze, non vedo l’ora di poter rimettere le scarpette e andare a sudare, andare a mettere km sulle gambe e correre con la mia squadra.
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