LA PRIMA DI MIRKETTO
Sono passati solo 2 giorni dalla mia ultima maratona del 2019 e sono iscritto già da qualche mese alla We Run Roma come da tradizione. Visto che ormai sto allenando figlio e moglie durante la settimana quest’anno ho inscritto tutta la famiglia alla 5km, oltre a Giacomo e il figlio Alberto che sono venuti da Mantova. Purtroppo il mio fisico mi ha inviato dei segnali che non ho voluto ascoltare e il ginocchio sinistro ha deciso di ribellarsi. Cavolo la volta che ho convinto tutti a seguirmi mi ritrovo io ai box. Monica ci abbandona la mattina del 31 per problemi di lavoro e io decido di correre la 5km con Mirketto. Vestiti praticamente uguali prepariamo la corsa nel migliore dei modi, lui non ha ancora i 5km nelle gambe quindi decidiamo di correre come in allenamento 10 min di corsa e 2 min di camminata. Iniziamo il riscaldamento e io mi sento emozionato a stare a fianco a mio figlio, lui non lo fa vedere ma lo vedo agitato. Entriamo in griglia, ci vorrà un bel po’ di tempo prima che tocca a noi, prima la 10km competitiva, poi la 10 non competitiva e alla fine toccherà a noi. Lui si guarda in torno e non parla commenta solo che ci sono troppe persone e che non vede l’ora di partire. Manca pochissimo, la musica sale altissima, mi carica e lo carica, inizia il conto alla rovescia e ci diamo il cinque e finalmente si parte. Lo devo un po’ trattenere perché si fa trascinare dalla corrente, va troppo veloce e poi rischia di pagarlo. In tutto questo mi dimentico proprio del mio ginocchio, i miei occhi e il mio pensiero sono tutti per lui. “Ma è bellissimo correre in mezzo a tutta questa gente” è il suo commento poi sotto la vela del primo chilometro “ma già stiamo al primo chilometro?”. Non ci voleva credere neanche lui ma eravamo protagonisti di un serpentone colorato che correva per la città di Roma. Arriviamo a Piazza Venezia e mi fermo per fare un selfie insieme a lui ma non vuole, la corsa in questo non lo cambia …. la foto con papà solo in casi eccezionali, quindi decido di farmelo da solo con alle spalle l’Altare della Patria.

Dopo aver camminato per i 2 minuti riprendiamo a correre per via dei Fori Imperiali, il Colosseo è davanti a noi e al bordo della strada tantissimi turisti e per un istante mi distraggo, alla mia sinistra sfilano velocemente i corridori della 10km che da via Cavour si ricollegano sul nostro percorso, per un momento vorrei stare da quella parte e andare veloce come loro… anche un po’ meno… ma poi mi giro e nel vedere Mirko e mi sento fortunato a correre con mio figlio, mi riemoziono e torno vicino a lui per incitarlo.

Siamo sulla salita che ci porta dietro al Colosseo dove, prima ci preoccupiamo poi ci facciamo una bella risata nel vedere una signora cadere per attraversare velocemente il percorso. Finalmente discesa, io mi allontano un istante da lui per fare la foto a Giacomo e Alberto con la maglia della sua squadra di basket con lo sfondo il Colosseo, alla fine della quale ci riposiamo per i nostri 2 minuti e poi ripartiamo, ci avviciniamo a Circo Massimo e quindi all’arrivo ma Mirko prima rallenta e poi cammina perché sente dolore alla milza… davanti a noi vediamo mia sorella Patrizia con Camilla che stanno mangiando un pezzo di pizza che le viene prontamente sfilata da mio figlio che decide di farsi un ristoro volante… gli indico l’arrivo davanti a noi e tagliamo il traguardo mano nella mano, penso che mi sia scesa qualche lacrimuccia quando, subito dopo, gli hanno messo la medaglia al collo. Non ricordo di essermi mai emozionato così tanto per una mia corsa, le lacrime sono uscite altre volte, spesso più per la tensione che per l’emozione ma queste hanno un sapore dolcissimo.

Dopo la gara sono riuscito a fare anche qualche foto con lui proprio perché è un evento eccezionale e ancora mi prende in giro per la foto che mordiamo la medaglia. Sinceramente non so se farà altre gare e se le farà con me ma questa giornata la porterò sempre nel mio cuore insieme a tutte le bellissime cose che abbiamo fatto fino adesso insieme. Come dire, ho finito l’anno nel migliore dei modi e forse con il giorno che non vorrei mai che finesse….
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