Corsa di Miguel
Sono passate solo due settimana da quando ho iniziato ad allenarmi dopo l’infortunio, ricominciato con calma con due uscite giornaliere una la mattina presto e l’altra la sera. Ho ricominciato a gustare le uscite all’alba, pronto per accompagnare mio figlio all’appuntamento per andare a scuola e subito dopo ad iniziare a correre nonostante le temperature sotto o molto vicine allo zero. E’ un bel po’ di tempo che non riassaporo le giornate lavorative dopo una bella corsa. Di certo non sono proprio riuscito a seguire la tabella ma ho ripreso la mia forma.

La sera ho ripreso a correre con Patrizia che anche lei tornata da uno stop molto più lungo del mio. La domenica lei vuole provare se il suo ginocchio funziona, se il dolore non si fa sentire sotto sforzo. La corsa di Miguel arriva proprio al momento opportuno anche per il suggestivo arrivo dentro lo Stadio Olimpico. Bene, quindi decidiamo di andare e ognuno per il proprio test soprattutto per capire dalla mia parte a che punto sto con la forma e da parte di mia sorella se può puntare alla Roma Ostia.

Arriva la domenica e sinceramente siamo entrambi un po’ emozionati, non tanto per la gara in se stesso, ma per il risultato che avremo all’arrivo. Fa freddo, molto freddo, e dopo le foto di rito sotto la scritta “Pietro Mennea” all’interno dello Stadio dei Marmi, aspettiamo fino all’ultimo momento per cambiarci e soprattutto per scaldare i motori. Tra le battute e le risate, ci cambiamo a due passi dalla partenza, anche perché raggiungere la macchina forse è troppa strada, tanto ci accompagnano mia Mamma e Giacomo a cui lasciamo il mio borsone con i vestiti.

Piccola corsetta per scaldare i nostri muscoli che, sinceramente, sembrano non volerne sentire, ci allontaniamo sul lungo Tevere sulla strada che dopo percorreremo in gara, nel tornare indietro facciamo qualche allungo tra non so quanti runners che stanno facendo la stessa cosa e più ci avviciniamo alla zona di partenza più incontriamo tantissimi corridori pronti ad entrare in griglia. Solo 10 minuti prima dello start ci accingiamo a prendere posizione, ultimi dettagli per caricarci un pochetto con la preghiera a Patrizia di non esagerare e soprattutto se il ginocchio non risponde di fermarsi. Pochi secondi alla partenza, ci diamo appuntamento dopo l’arrivo sotto la curva Nord, il tempo del cinque e si parte. Non voglio esagerare e prendo il mio ritmo solo dopo un chilometro, sorpasso le persone più lente senza fare nessun movimento a strappo, non mi interessa il tempo, mi interessano 10km veloci. Una corsa lineare e quasi costante, non sento la fatica e forse potrei anche aumentare ma non lo faccio, mi gusto il panorama, passiamo vicino al ponte della musica pieno di bambini con la maglia rossa contro il razzismo, do il cinque ad alcuni di loro che sento commentare “finalmente” è come avermi passato un po’ della loro energia. Si torna in dietro verso Ponte Milvio, sul Ponte Duca D’Aosta incontro Giacomo e Mamma che mi salutano e via verso il punte dei lucchetti (?!?). Si passa proprio sopra al ponte per poi prendere la ciclabile sul letto del Tevere, la strada si fa più stretta e sembriamo più persona a correre e soprattutto è più difficile sorpassare quello che comincia a mollare. Per tornare sulla strada si deve fare una piccola salita che per un istante mi manda in crisi, ci metto 300/400 metri per riprendere il ritmo, giriamo nella zona delle piscine e poi passiamo sotto lo stadio del tennis, e ci dirigiamo sotto la Curva Sud dello Stadio Olimpico per poi entrare nel tunnel che ci porterà sulla pista di atletica, sotto al tunnel le urla dei corridori si fanno più forti della fatica e, trascinati dall’onda si arriva in volata, a braccia alzate sotto l’arco.

Una sensazione bellissima, mi sento in forma e tranquillo, meno di un minuto dal mio personale e non sento nessun dolore, mi avvio al punto di incontro con Patrizia mentre incontro e saluto amici runners tutti a festeggiare con la musica ad altissimo volume. Ancora qualche minuto e vedo avvicinarsi Patrizia verso di me, urla qualche cosa e balla ma non capisco, cerco di chiedergli del ginocchio, è la mia priorità e, solo quando mi sta vicino, mi comunica che sta benissimo e che ha fatto il suo personale…. Se non sono matti non ce li vogliamo. Festeggiamo dentro lo stadio, balliamo anche e poi, mentre mi racconta la sua gara, ci avviamo nel sottopassaggio verso lo Stadio dei Marmi dove ci aspetta un ristoro con tantissime ciambelline e the….

Una 10km dai tanti aspetti positivi, una corsa bellissima e soprattutto con delle risposte che aspettavo sia da parte mie che dalla parte di mia sorella. A me ora mi spettano una serie di gare, più o meno lunghe, in preparazione del Passatore mentre per Patrizia adesso possiamo organizzare la Roma Ostia.
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