Maratonina dei 3 comuni
E’ ripartita a tutti gli effetti la mia preparazione che mi dovrà portare al terzo Passatore e i lunghi sono la parte più importante, per questo motivo questa volta ho optato per tante gare nel fine settimana che possano obbligarmi a fare dei lunghi in una certa maniera senza l’assillo del tempo a tutti i costi, anche perché la forma non è o non sarà sempre ottimale per una gara.
Iniziamo subito con un lungo collinare e la Maratonina dei 3 Comuni mi sembra ideale; 22km di sali e scendi vicino casa, a circa 70km. Il sabato piccola sgambata di 8km per tenere il motore caldo e la mattina della domenica, molto presto perché l’ansia di prendere ancora il pettorale mi attanaglia, ci dirigiamo nella ridente cittadina di Nepi dove quest’anno è prevista la partenza. Obbligo all’alzataccia Patrizia e Mamma che non mancano mai e Giacomo che, nonostante mille chilometri in macchina della settimana passata per lavoro, vuole essere anche lui dei nostri. Il viaggio di certo non è dei migliori, praticamente la nebbia ci fa compagnia da casa fino a Nepi, tanto che non ci siamo accorti di essere arrivati.

Parcheggiamo e subito a prendere il pettorale e il pacco gara composto da un litro di olio della zona e un bel piatto di ceramica in ricordo della gara; siamo arrivati forse troppo pesto visto che stanno ancora aprendo le scatole dei pettorali…. Meglio, così posso rilassarmi un po’.
Mancano più di 2 ore alla partenza e quindi decidiamo di fare colazione all’unico bar aperto sulla piazza mentre le altre squadre sistemano i loro gazebo nel parcheggio antistante. Si alza la nebbia e fa capolino un timido sole che comunque riscalda, poco, la nostra zona. Aspetto fino all’ultimo per cambiarmi perché comunque la temperatura è molto bassa, decido per un abbigliamento abbastanza leggero ma non troppo, ma comunque facile da togliersi in caso di bisogno.

Adesso sono pronto e devo riscaldarmi, a fatica muovo le gambe e non solo per il freddo ma probabilmente anche per gli allenamenti della settimana. Devo salire per raggiungere la zona della partenza e lo faccio di corsa, incontro qualche amico, saluti veloci perché sto morendo di freddo. Arrivo alla fine della salita e sinceramente mi sento come se avessi già finito la gara e invece ancora devo iniziare… stretching e poi qualche allungo ma solo per non stare fermo, fa troppo freddo. Mi metto in fondo allo schieramento, accendo la mia radio e a sorpresa prendo radio Deejay.
Ancora non è iniziato il conto alla rovescia, manca ancora più di un minuto allo start quando sentiamo un colpo di pistola e…. partitiiiii. Primo tratto di passo perché è impossibile fare altrimenti e sotto l’arco faccio partire il Garmin e via, si parte. Obiettivo 2 ore o poco più. La partenza è in discesa, la strada che ho fatto al contrario per riscaldarmi, e questo mi aiuta visto che sono ancora un cubetto di ghiaccio. Andando avanti la pendenza diminuisce ma siamo sempre in discesa e me ne accorgo anche dai tempi che sono più bassi da come pensavo di andare, a fatica cerco di rallentare ma poi lascio andare le gambe. Dalla parte opposto cominciano a passare i primi e a seguire gli altri, quindi comincio a pensare che quello che è facile adesso non lo sarà tra qualche chilometro… io odio le salite, ma poi mi riprendo e mi ricarico ricordando a me stesso che sono qui proprio per queste salite.
Arriviamo al 7,5km dove un birillo e il tappeto dei tempi ci ricordano che dobbiamo tornare in dietro e da li quello che fino a pochi metri prima era discesa ora diventa salita e ci farà compagnia fino a Nepi. Cerco di non abbassare la frequenza dei miei passi ma solo di accorciarli e poi cercare di andare senza pensare, non vedo il mio Garmin e quindi non so se vado piano o forte, vado a sensazione, le persone che sono in torno a me sono sempre le stesse e quindi questo mi rincuora anche se non so il perché.

Arriviamo di nuovo a Nepi e ancora prima di arrivare sulla piazza da lontano riconosco il giaccone rosso di mamma e comincio a sbracciarmi per farmi vedere, sono stanco ma non stanchissimo ma contento perché mi sento molto bene, siamo al 14km e non me ne sono accorto, li lascio per girare in una stradina e mi trovo davanti una salita un po’ più accentuata e mi si bloccano le gambe, oltre la metà cammino per 20-30 secondi e poi riprendo a correre, questa pausa mi ha fatto molto bene perché le gambe vanno e non mi tiro in dietro. Giriamo poi per l’unico tratto sterrato che, visto la pioggia della notte è anche un po’ fangosa, io sono con le Hoka CarbonX che sono da strada, praticamente lisce, e quindi scivolo un po’, fatico a correre normale anche per paura di farmi male. Arriviamo su un ponticello di cemento e la strada si fa battuta e quindi è più facile correre, aumento il ritmo, almeno penso, e arriviamo fortunatamente sulla strada asfaltata dove ci aspetta il cartello del 20km. Solo in quel momento guardo il mio Garmin e mi accorgo, con sorpresa, di stare abbondantemente sotto le 2 ore, ritrovo altra forza per spingere fino sotto all’arco dove ci passo con il mio terzo tempo sulla mezza.

Soddisfattissimo, contentissimo… obiettivo raggiunto anzi anche meglio, cerco di prendere fiato subito dopo il traguardo piegato sulle gambe, mi si avvicina una bambina, forse di un anno, che mi guarda da vicino, mi controlla, cerca di capire se va tutto bene, mi arriva proprio sotto la mia faccia e quando gli faccio un sorriso mi guarda, ride, mi saluta e scappa dalla mamma… Adesso va benissimo.

Raggiungo la macchina come se non avessi corso, mi sento benissimo e soddisfatto e il pensiero va subito alla prossima settimana che mi aspetta un altro lungo, la Maratona Maga Circe e soprattutto ai cannelloni che sono nel forno a casa…
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