Christmas run a febbraio
Si doveva correre il 23 dicembre ma per colpa del mal tempo, in quel fine settimana, tutti i parchi di Roma sono stati chiusi per sicurezza e di conseguenza la bellissima corsa di Natale è stata annullata. E’ il quarto anno che la faccio, ho sempre portato i miei amici e questa volta ero anche pacer. Gli organizzatori non si sono persi d’animo, direi grandi, e hanno proposto di recuperarla il 9 febbraio. Io vengo da una settimana a Gerusalemme per AICS ma torno proprio sabato sera, quindi confermo la mia presenza come pacer a 6:15 per la domenica mattina a Villa Panphili.

Arrivo, insieme a Patrizia, al punto di ritrovo alle 8, non fa freddo ma neanche caldo, perdiamo un po’ di tempo prima di cambiarci, salutiamo alcuni amici mentre il piazzale comincia a riempirsi e, in maniera molto divertente, si comincia a riempire di cappellini di Babbo Natale e di guantini rossi….a febbraio. Per me era un giorno di riposo e lo sfrutto come un allenamento di 16km collinare tra i sali e scendi del parco. Patrizia deve fare un lungo dopo il suo infortunio ed in vista della Roma Ostia, un po’ preoccupata ma carica verso l’obiettivo. Mi vado a cambiare nella zona pacer, mi danno i palloncini verdi con sopra scritto 6:15. Patrizia deve cercare di stare con noi il più possibile ma l’importante è arrivare fino alla fine senza dolore.

Foto di rito con tutti i palloncini colorati e cominciamo a metterci in zona partenza dove partiamo scaglionati per andature previste. Il morale è alto nel gruppo, non fa più freddo, anzi la temperatura è ideale per una bella corsa nel parco e, subito dopo il via, cominciamo a fare amicizia con chi ha previsto di correre con noi. Decidiamo di avere un andatura iniziale di 6:05 per recuperare il tempo più lento nelle salite. Il panorama che si apre davanti a noi è qualche cosa di stupendo, con gli alberi tagliati si riesce a vedere anche il Cupolone di San Pietro mentre intorno a noi aumentano le persone che in questa fantastica giornata di sole ne approfitta per una bella passeggiata. Arriviamo al laghetto quasi senza accorgercene e qualcuno comincia a chiamare per nome le oche con la speranza di ricevere una risposta. Inizia nel frattempo anche la salita che terminerà sul ponte che ci porterà nella seconda parte del parco. Qualcuno protesta perché forse il ritmo è più alto del previsto ma al passaggio prestabilito siamo precisissimi. Nel frattempo qualcuno si stacca e tra questi Patrizia anche se me ne accorgo più tardi.

La salita fa una piccola selezione e nel frattempo recuperiamo qualcuno che era partito più veloce. Nella seconda parte il percorso si fa più lineare, qualcuno ci comunica che si fermerà al primo giro mentre altri, che hanno come obiettivo solo 7km, decidono di seguirci anche per il secondo giro. Quando ripassiamo in zona partenza salutiamo chi finisce e continuiamo per il secondo giro. Io mi sento benissimo, anzi potrei spingere un po’ di più ma non posso, quindi decido di sfruttare le salite per aumentare un po’ il ritmo e aspettare il gruppo subito dopo, visto che sono di Ostia e la salite più grande è il cavalcavia della ferrovia.

Arriviamo sotto il traguardo rallentando negli ultimi metri per stare nella media prevista e chiudiamo a 6:14 di media. Appena passato finito ci scambiamo il cinque con tutto il gruppo e poi mi giro per andare a prendere Patrizia ma, fatti meno di 200 metri me la vedo davanti, ha terminato il suo allenamento proprio dietro di noi, ha sofferto ma è arrivata trascinata proprio dai nostri palloncini che teneva a vista da lontano.

Ci dirigiamo al ristoro, il sottoscritto prende torrone e succhi di frutta mentre Patrizia prosecco e patatine fritte, d’altronde è Natale…
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