Finalmente sul treno che mi porta ad un’altra maratona, forse quella più sofferta dal punto di vista organizzativo. Dopo Venezia e la rottura del menisco pensavo proprio di non salire oggi su questo vagone e invece, grazie anche a Eclepta e Dario Calcagni e alla mia forza di volontà oggi ci sono per la gioia delle mie Altra.

Certo che se ripenso a questo ultimo mese potrei scriverci un libro… dopo l’infortunio ho perso la speranza di poter tornare a correre seriamente in così breve tempo, ma la voglia di indossare quelle scarpette e sentirmi stanco ha vinto sulla paura. Certo che quando mi sono iscritto a questa gara doveva essere la giornata per scendere sotto le 4 ore visto anche il percorso stesso. E invece… ci vado con altro spirito, forse, anzi sicuramente, quello più giusto. Mi voglio godere ognuno dei 42 km e arrivare tranquillamente al traguardo per ritirare la medaglia. “Allora che ci vai a fare…” mi sono sentito dire da chi è astemio di corsa e la risposta la voglio mettere qui. Noi Runners, o meglio la maggior parte, non i top, non corre per arrivare primo, anche perché sarebbe molto difficile, ma corre per la soddisfazione di tagliare il traguardo dopo 42km , corre perché questa è la nostra droga. Noi vinciamo solo partecipando e magari corriamo contro il nostro stesso orologio, il nostro personale e avvolte neanche per quello. E’ difficile da capire per chi non corre ma è proprio questo il bello. Io ad ogni gara passo sotto il traguardo a braccia alzate perché comunque ho vinto la mia sfida e soprattutto saluto mio papà che sarebbe stato molto soddisfatto e che comunque mi avrebbe rimproverato perché avrei potuto fare di meglio….
Ora sono in viaggio su Italo direzione Firenze Santa Maria Novella in compagnia di Daniele che ha già fatto lo scorso anno questa Maratona e due tifose di eccezione Pamela e Alessandra. Sinceramente fuori è talmente buoi che non si vede nulla se non qualche lucina lontana che sfreccia, proprio come la mia Maratona di domenica dopo questo mese di alti e bassi.

Domani si visita Firenze e poi a ritirare il pacco gara, coccolando il mio ginocchio e parlandoci chiaramente chiedendogli di non fare scherzi, di supportarmi e soprattutto sopportarmi per essere felici insieme dopo il traguardo…poi lunedi sarà un altro giorno