La prima all’estero
Programmata da tanto tempo, un regalo di mia moglie per il mio compleanno, si parte con tutta la famiglia, Mirko compreso, per la maratona di Tel Aviv dove Monica unisce il divertimento al lavoro con il Mamanet (bellissimo sport per le mamme che nasce proprio in questi posti).
Inserita nella tabella che mi porterà al Passatore subito dopo la mezza di Napoli e poco prima della RomaOstia. Purtroppo alcune vicende lavorative non mi hanno permesso di prepararmi al meglio, anzi negli ultimi tempi ho perso molte sedute di allenamento e sinceramente con la testa non sono proprio concentrato su questa gara… gli ultimi giorni ho spinto un po’ più del dovuto per recuperare qualcosina ma sono arrivato vicino alla gara un po’ stanco. Questo non mi ha fermato anche perché l’ho presa come un lungo e soprattutto, rimanendo qualche giorno in più, come una bellissima vacanza.

Appena atterrato di corsa in albergo e subito all’expo a prendere il pettorale e fare un po’ di conoscenza con la città. Albergo sul lungo mare bellissimo ma, purtroppo, lontano dalla zona della partenza… pazienza ci andremo in taxi. E’ la prima volta che la famiglia vive con me la vigilia di una maratona e mi prendono in giro per la mia accortezza su cosa faccio e cosa mangio, per loro sono un incubo anche perché non parlo inglese; mio figlio di 11 anni lo conosce meglio di me (altro obiettivo per il 2018, imparare l’inglese).
La mattina prima della gara corsetta su lungo mare, certo ho lasciato l’inverno di Roma per trovarmi a correre con la maglia a maniche corte e 20 gradi e questo mi piace, 6 km solo per abituarmi e alle 8 di mattina incontro tantissime persone che corrono.

Qui si corre di Venerdì e la partenza è per le 7 di mattina, prima di tornare in albergo capisco che il giorno dopo dalle 4 la città è praticamente chiusa alle auto e quindi anche ai taxi ed io disto circa 7km dalla partenza. Sto leggendo il libro di Giorgio Calcaterra e mi viene in mente quando per arrivare alla partenza della Maratona di Roma parte di corsa da casa… faccio uguale, unico problema non conosco la città. La sera prima preoccupato di svegliarmi presto, mangio anche presto…ma cosa? La pasta sinceramente non mi fido visto le tantissime spezie buonissime che loro usano ma che ho paura per la gara, quindi mi butto sulla pizza rossa, solo rossa… pensavo, invece mi arriva con i pomodori freschi sopra, non sono abituato a fare esperimenti prima di una gara, meglio non pensarci. Parto con buone intenzioni alle 5 di mattina e, come in una barzelletta, incontro e faccio la strada insieme ad un australiano, una francese e una tedesca (non poteva mancare l’italiano) e in poco più di un ora arriviamo nella zona partenza dove è in atto una vera e propria festa… tanto per cambiare comincia a cadere qualche goccia, come in tutte le mie maratone ma fortunatamente smette subito.

Non faccio il riscaldamento, l’ho già fatto per arrivare fino a qui e comincio a pensare cosa voglio fare realmente in corsa; non sono al massimo, mi è mancato qualche allenamento ma devo fare il mio lungo e rispettare la mia prima regina fuori “dalle mura”. Decido di farla allegra finché posso poi mi adatto con la speranza di farla sotto le 4 ore 30 minuti.
Si parte con Ligabue a palla nelle orecchie e con tanti corridori che cercano di passarmi da tutte le parti, parto piano per poi aumentare e cercando di riattivare i muscoli dopo la lunga passeggiata pre gara, non voglio vedere il mio Garmin prima del 10km e mi trovo di andare più veloce del previsto nonostante alcuni sali e scendi, si arriva sul lungo mare e poi a Jaffa e nel ritorno cominciano altri sali scendi ma ora sono più lunghi. Al 20km mi accorgo che nonostante tutto sono ancora veloce e non sono affaticato. Si lascia il lungo mare e si va verso l’interno dove un lungo falso piano in salita mi fa rimpiangere l’essere partito così veloce, cerco di non mollare perché il tempo mi dice che sono a 5:40 al km che valgono le 4 ore e cerco di immaginarmi sotto l’arrivo a braccia alzate. Finalmente inizia la parte leggermente in discesa e mi riprendo purtroppo al 32km una piccola salita la pago cara, non tanto con il fiato quanto di gambe; il famoso muro che non provavo più da tanto tempo eccolo, nonostante cerco di convincermi che non esiste ed è solo nella mia testa… non mollo ma rallento fino al 37km quando decido di andare di passo, scelta sbagliata nel posto giusto. Durante tutto il percorso siamo stati spronati e incitati da tanti bambini e ragazzi delle scuole di tutte le età con i loro vessilli colorati alla ricerca di un nostro segnale o cinque e proprio in quella zona ragazzi e ragazze con il mantello bianco fanno il tifo, due di loro mi hanno affiancano e mi spingono per riprendere a correre, mi hanno accompagnato di corsa come due angeli per circa duecento metri facendomi promettere di arrivare fino alla fine (almeno questo ho capito…o sognato) e da li non ho più mollato, sono tornate le energie…. dove non arrivano le gambe arriva il cuore.

L’ultimo chilometro come sempre si corre come se non ci fosse un domani e a 200 metri dall’arrivo sentirsi chiamare e contemporaneamente vedere mio figlio e mia moglie pronti a farmi la foto, non ha prezzo; poi scoprire che Monica per l’emozione mi ha fatto solo un video di un secondo dove non mi vedo e mio figlio mi ha fatto la foto più bella… guardo il mio Garmin e nonostante tutto posso fare il mio personale e giù come se fosse una ripetuta per tagliare il traguardo sempre a braccia alzate con il tempo di 4:13:56 che oltre ad essere sotto le 4:30 previste vale il mio PB.

Con al collo la medaglia, di corsa fuori a prendere l’abbraccio della mia famiglia, un po’ di riposo nel fantastico parco e poi verso l’albergo gioioso e spensierato come mai in questi ultimi giorni.

Il giorno dopo sveglia presto per 6km di scarico e poi oltre 10km di passeggiata in giro per Tel Aviv.
Il giorno del mio compleanno bellissima gita a Gerusalemme con tanto di guida italiana, un’emozione nell’emozione nel vedere una città storica, nonostante sia abituato a Roma, mi sentivo dentro la storia stessa. Religioni così diverse con abitudini spesso contrastanti che vivono una vicino all’altra, ci sarebbe di scrivere un post dedicato. Purtroppo la sera prima, mentre tornavo in albergo, dopo l’ennesima lunga passeggiata, mi si è contratto il polpaccio destro, forse ho chiesto troppo al mio fisico, qualche giorno (o qualche ora) di puro riposo poi si deve riprendere subito il cammino, tra 10 giorni mi aspetta la RomaOstia e meno di 3 mesi il Passatore, passando per la Maratona di Roma.

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