Napoli Half Marathon
Si alza l’asticella sulla strada del Passatore. La prima mezza maratona dell’anno, anzi se andiamo a vedere bene, la seconda mezza maratona personale. Dopo la Roma Ostia dello scorso anno per tornare sulla distanza dei 21,095 ho deciso una trasferta in una delle più belle città d’Italia. Messa in programma insieme a Matteo e Claudio già da un bel po’ di tempo, per qualcuno come obiettivo per il sottoscritto come allenamento veloce verso il grande obiettivo, considerando che tra 2 settimane mi aspetta la maratona di TelAviv.

Si parte con il treno sabato con l’assenza all’ultimo minuto di Claudio, e con Patrizia e Giacomo, sempre presenti ad ogni mia gara, che ci aspettano già a Napoli. Arrivati nella città famosa per il sole, troviamo freddo e acqua come consuetudine nelle mie gare importanti, ci gettiamo nel traffico prima per lasciare i bagagli nella nostra stanza nel residence e poi per andare a ritirare il pettorale e fare la foto di rito sotto l’arco dell’arrivo.

Come vuole la tradizione, la sera prima a cena fuori da….sportivi e a Napoli non può mancare la pizza.
Finalmente in camera inizia il rito della preparazione del vestiario della gara: pettorale con le calamite sopra la nuova maglia della squadra, un bellissimo verde lime e nero, maglia termica, pantaloncini, calze a compressione, braccioli e dilemma…. con o senza kway? Bhe lo prepariamo poi decidiamo.

Sveglia un’ora prima del previsto perché alle 5:30 qualcuno si è divertito a suonare ripetutamente il clacson sotto la nostra finestra, quindi subito in piedi e colazione con the e fette biscottate, sguardo alla finestra e piove. Con calma ci prepariamo e visto il grande anticipo decidiamo di avviarci a piedi alla partenza invece che prendere i mezzi pubblici, così scarichiamo un po’ di tensione che comincia a salire. Fa freddo e piove, arriviamo alla Mostra Oltremare praticamente zuppi e cosa fai non prendiamo un altro the bollente prima di cambiarci?

Consegniamo le nostre borse e, in ritardo, ci avviamo di corsa nella zona partenza utilizzando questo trasferimento per scaldarci riuscendo anche a fare un paio di allunghi. Impossibile raggiungere la nostra griglia, decidiamo di partire dal fondo, tanto non vinciamo e quello che conta è il real time. Stretching e accendiamo il nostro mp3 per cominciare a concentrarci, a pochi secondi dal via l’in bocca al lupo con Matteo e appuntamento all’arrivo.

Si parte, oltre 6500 persone da tutte le parti d’Italia, obiettivo di correre a 5:05/5:10 fin quando potevo. Si va in discesa verso il lungo mare e lo spettacolo intorno è bellissimo, comincia ad uscire un raggio di sole ma il fondo è abbastanza scivoloso. Si arriva con il mare sulla destra e una strada larghissima che ci permette di tenere ognuno il suo ritmo, siamo ancora nei primo chilometri e un paio di cambi di pendenza non ci accorgiamo neanche di farli. Vicino all’ottavo chilometro arrivano dalla parte opposta (loro al 12km) i primi due che, nonostante la velocità, sembrano non faticare. Un po’ di energia me l’hanno trasmessa e più carico di prima continuo sul mio ritmo e mi accorgo di stare in media con il mio programma a 5:05. Al giro di boa si passa sulla ciclabile con un fondo finalmente comodo che mi permette di godermi un po’ di più il panorama preoccupandomi di meno di dove sto appoggiando il piede. Si sale verso Piazza del Plebiscito, salita corta ma scomoda sia per la pendenza sia per il fondo ma la bellezza della Piazza stessa ripaga la fatica per salire fino a li, poi di corsa verso l’arrivo. Prima però si passa al 17° km circa, nel sottopassaggio in salita, poco più di un chilometro dove molte persone abbandonano la corsa per farla di passo, mentre altri, come il sottoscritto, rispettandola, hanno deciso di affrontarla con la giusta velocità. Al termine il cartello dei 18km, spengo un attimo il cervello e faccio un check completo: caviglia sinistra un po’ dolorante e tutto il resto ok, stranamente neanche tanto affaticato e allora a ruota libera come se non ci fosse un domani… prima di entrare alla Mostra d’Oltremare un piccolo sguardo al Garmin che dice 5:02 di media e soprattutto 4:19 il passo. Vado ancora, non mi ferma più nessuno, soffro molto sull’ultima salita a 500mt dall’arrivo ma, la “Cavalcata delle Valchirie” a tutto volume all’ingresso del rettilineo finale ha fatto si che potessi tirare fuori le ultime energie e quindi giù fino all’arrivo che passo come sempre a braccia alzate e sorprendentemente con il mio personale 1:46:21.

Soddisfatto e orgoglioso perché era un allenamento veloce, volevo stare sotto le 2 ore ma la vedovo dura perché la mia tabella è programmata per le lunghe distanze. Avevo fissato appuntamento con mia sorella all’arrivo alle 10:30 (2 ore precise) e, nonostante che lei fosse arrivando in anticipo, mi ha mancato per 2 minuti… la prossima volta sarò più ottimista
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