MARATOMBOLA 2019
Tornato da New York mi sono preso un meritato riposo.
Ancora non ci credo di aver corso la maratona più famosa al mondo…. Mi dicevano: “… non sei un Ultramaratoneta se non corri il Passatore” e l’ho già corso per ben 2 volte… poi: “….non sei un Maratoneta se non corri a New York” e anche questo l’ho fatto.
Quindi adesso sono un UltraMaratoneta con U e M maiuscole.
Per riprendere un po’ di velocità ho partecipato alla Deejey Ten a Roma, più per la festa con la mia radio preferita che per la corsa in se per se, e poi la settimana dopo alla Best Women a Fiumicino per cominciare a fare un po’ sul serio.

Già iscritto alla We Run Rome del 31 dicembre ho deciso di non perdere quanto di buono accumulato in questi mesi e ho deciso di partecipare alla Maratombola, una Maratona che si corre su un circuito nella Pineta di Ostia. Giusto per non farmi mancare un bel lungo durante le feste di Natale decido di farla come allenamento.
E’ la prima volta che ci partecipo e la mattina del 29 dicembre, un freddo cane, per la testa mi gira in continuazione una vocina che dice: ”tu sei tutto scemo!, con questo freddo e con tutto quello che ti sei mangiato ma dove cavolo vai???….” e già, prima di scendere dalla macchina sinceramente ci penso più di una volta, ma ormai ci sono e andiamo a divertirci.
Mi addentro per la strada asfaltata alla ricerca del punto di ritrovo, ancora non si sente la musica ma alcune persone, coperte fino ai capelli per il freddo, si dirigono verso il centro della pineta. Finalmente si comincia a vedere l’arco e il punto di ritrovo e, a sorpresa, taniche di the caldo e cornetti per la colazione e per riscaldarci.

Più passa il tempo e più aumentano le persone, l’aria che si respira non è quella di una gara ma di una grande festa, comincia a fare capolino il sole e ci riuniamo tutti in un fazzoletto di terra per prenderci il calore dei suoi raggi. Dovrei riscaldarmi ma a mala pena riesco a spogliarmi, con grande fatica devo farlo perché a breve si parte. Ancora una bella tazza di the bollente, un cornetto alla crema perché no, e mi dirigo dietro l’arco per il via.
Finalmente partiamo, molto lentamente perché ibernato e soprattutto perché non ho l’assillo del tempo ma solo della distanza. Il primo tratto è un andare avanti e dietro sulla parte asfaltata, quindi vediamo subito i primi dalla parte opposta che passano insieme a Giorgio Calcaterra. Dopo poco più di un chilometro, si passa nella zona del ristoro e perché no, un’altra calda tazza di the… alla fine penso di aver bevuto più the in questa gara che in tutte le altre messe insieme…. Da lì ci addentriamo in pineta, in una zona che non penso di aver mai visto mentre, la seconda parte del giro è in una strada sterrata, dove spesso mi alleno soprattutto d’estate, che finisce sul tratto asfaltato che ci riporta sotto l’arco della partenza. Un giro è lungo poco più di 5km tra asfalto e sterrato con tratti al sole e, molti, tratti all’ombra. Ad ogni giro doppio ristoro, dove insieme al the c’è molto cibo ma io mi butto solo sul dolce, d’altronde siamo a Natale…

I primi due giri passano tranquilli, mi devo preoccupare di non alzare troppo il ritmo, conosco il mio corpo, e ho paura di soffrire poi alla fine. Finalmente mi raggiunge mia sorella Patrizia in bicicletta, il terzo giro se lo vede da spettatrice poi decide di seguirmi nei tratti dove è possibile. Da li inizia un’altra gara, già mi stavo divertendo prima, ma con lei vicino diventa un continuo di battute e risate.
Come immaginavo al sesto giro, oltre il 30km comincio a sentire un po’ la fatica che viene però alleggerita dalla notizia di aver vito il pettorale per la Maratona di Rimini, e già perché in questa gara….Maratombola… durante la corsa vengono estratti dei pettorali che vincono dei premi messi in palio. Prima contento e poi preoccupato, cavolo mi sono iscritto a moltissime gare ma quando c’è Rimini? Obbligo Patrizia a fermarsi per vedere la data, 22 Marzo… non mi dice niente, gli do il mio cellulare per vedere se sono impegnato e mi dice che sono libero, viene dopo lo Strasimeno e prima della Maratona di Roma, evvai un’altra gara.

Non faccio in tempo a gioire che le gambe cominciano a farsi durissime, decido di rallentare prima e poi camminare, manca ancora poco più di un giro e non voglio rovinarmi la festa. Inizia l’ultimo giro con Patrizia che mi parla ma non riesco a capire cosa mi dice, sono concentrato, ho ripreso le forze e penso solo al mio corpo, gli chiedo prima di non parlare perché non la sento, poi gli dico di andare avanti così mi fotografa all’arrivo. Lei in bicicletta cerca di allungare ma allo stesso tempo aumento anche io la velocità, vedo due ragazze vestite da Babbo Natale in lontananza e le metto nel mirino, corro corro e non sento la fatica, le raggiungo sul tratto asfaltato ma non rallento le sorpasso e aumento ancora per fare la volata… alla fine l’ultimo giro sarà il più veloce della mia gara. Passo il traguardo e mi aspetta la bellissima medaglia e la pallina di Natale che il prossimo anno sarà sul mio albero. Stremato ma contento, una nuova bellissima esperienza in una gara, anzi di una festa, che ti fa gustare il sapore della corsa, ti fa amare anche quei posti che in estate sono la strada dei miei allenamenti, te li fa vedere sotto un altro punto di vista, e poi cosa dire, passare dai grattacieli di New York alla pineta di Ostia ha il suo perché.
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