26 mesi di silenzio… tanti km da raccontare
26 mesi di silenzio… tanti km da raccontare
È davvero interessante come un infortunio mi possa portare a riflettere su ciò che amo di più. La pausa forzata dal tennis mi ha dato l’opportunità di riscoprire il mio vecchio blog, un luogo dove ho condiviso le mie esperienze di corsa. Rileggere quei post è stato come fare un tuffo nel passato, rivivendo ogni emozione, ogni traguardo e ogni passo che ho fatto lungo il percorso.

È incredibile pensare che siano già passati 26 mesi da quando ho smesso di scrivere. Questo tempo lontano dalla scrittura potrebbe farmi sentire un po’ nostalgico, ma è anche un segno di quanto la mia passione per la corsa sia rimasta viva, anzi, si sia intensificata. Gli amici che ho incontrato lungo il cammino hanno sicuramente arricchito la mia esperienza, portando nuove storie e motivazioni.
Da quell’ultimo racconto ne ho fatti di chilometri solo se parliamo di Maratone ne ho corse 19 ed oggi il contatore dice 37 mentre di ultra ne ho fatte 14 e il contatore dice 28 per un totale di 65.
La mia passione per la corsa mi ha portato a esplorare diverse città italiane e non solo. La mia determinazione nel cercare di scendere sotto le 4 ore è stata davvero forte, e il fatto che ci sono riuscito in passato a Milano mi ha spinto a riprovarci in questa città. È comprensibile che ci siano state delle difficoltà nelle altre occasioni che mi hanno portato ai nastri di partenza non al massimo della forma; ogni maratona ha le sue sfide, e a volte le condizioni non sono favorevoli, ma ciò non diminuisce il mio impegno e la mia perseveranza.

Il mio esordio come Pacer alla Regina è un passo emozionante! Essere un Pacer significa non solo correre, ma anche supportare e motivare gli altri corridori nel raggiungere i loro obiettivi. È bello sapere che Mauro Firmani e la Marathon Truppen mi hanno dato fiducia in questo ruolo. Con i palloncini prima e ora con le bandiere, ho l’opportunità di guidare e ispirare altri atleti, condividendo la mia esperienza e la mia passione per la corsa. Questo non solo arricchisce la mia esperienza personale, ma contribuisce anche a creare un senso di comunità tra noi corridori. E’ sicuramente un’esperienza gratificante vedere gli altri tagliare il traguardo grazie al mio supporto!

Dicevo per l’Italia e non solo perché insieme alla corsa comincio ad amare anche viaggiare. Così, mi iscrivo prima alla Maratona di Chicago e poi a quella di Atene. Due esperienze bellissime, ognuna con il suo fascino unico, ma entrambe indimenticabili.
A Chicago, parto con l’obiettivo di divertirmi insieme alla mia famiglia. Tuttavia, la trasferta si rivela più complicata del previsto: mi sento male e ho febbre altissima. Non sono nemmeno sicuro di riuscire a prendere il via, ma con il supporto di Adelina Mondello, decido di affrontare la sfida. Iniziamo insieme, e mentre corriamo, mi rendo conto che la sua energia mi dà una spinta inaspettata. Dopo un po’, però, so che devo lasciarla andare, consapevole che non avrei potuto mantenere il suo ritmo fino alla fine. Con grande sorpresa, riesco a passare sotto l’arco del traguardo per la seconda volta in meno di 4 ore! Non ci posso credere, pensavo di stare sognando, e invece era tutto reale. È stata una vittoria non solo contro il cronometro, ma anche contro le avversità che ho affrontato.

Un mese dopo, mi preparo per Atene, la città dove tutto è iniziato. La Maratona di Atene è bella e difficile allo stesso tempo, con le sue continue salite che mettono a dura prova anche i corridori più esperti. Anche se non riesco a scendere sotto le 4 ore per soli 5 minuti, taglio il traguardo nello stadio Panathinaiko con le lacrime agli occhi. L’emozione di passare sotto quell’arco, in un luogo così ricco di storia e significato, è indescrivibile. Ogni passo è stato un tributo a tutti i sacrifici e le sfide che ho affrontato lungo il cammino.

Dopo aver fissato l’obiettivo di scendere sotto le 4 ore, ho dedicato ogni momento del mio allenamento a raggiungere questo traguardo. Ho spinto al massimo, affrontando ogni sessione con determinazione e passione. La Maratona Maga Circe è stata un’esperienza incredibile: avevo pianificato di correre i primi 32 km a un ritmo sostenuto e poi rallentare per completare la gara, considerando che era la mia cinquantesima maratona (tra maratone e ultra). Ma, sorprendentemente, ho tagliato il traguardo con un tempo di 3:45:22, un nuovo personale che mi ha riempito di gioia e soddisfazione!

Con questo slancio positivo, ho deciso di iscrivermi alla Roma Ostia, un’opportunità perfetta per fare un lungo veloce e testare ulteriormente le mie capacità. Tuttavia, la vita ha riservato una sorpresa inaspettata: un infortunio si è fatto avanti, vanificando tutto il lavoro e l’impegno che avevo messo fino a quel momento. È stato un duro colpo, ma ho imparato che nel mondo della corsa, così come nella vita, ci sono alti e bassi.
Ora, mentre mi prendo il tempo necessario per recuperare, rifletto su quanto sia importante ascoltare il proprio corpo e non forzare le cose. Ogni passo, ogni corsa, ogni traguardo raggiunto è parte di un viaggio più grande. E anche se questo infortunio è una battuta d’arresto, non perderò mai di vista i miei obiettivi. Tornerò più forte e più motivato che mai, pronto a scrivere nuovi capitoli della mia storia di corsa.
Al rientro si cambia completamente obiettivo, 100 miglia di Berlino sotto le 23 ore visto il risultato dell’anno precedente fatto con un ginocchio mal messo. Una preparazione certosina insieme a Mauro Firmani e avvolte insieme ai compagni di merenda che sarebbero venuti anche loro in questa avventura: Pierluigi Spera, Mauro Candidi, Marco Lungarini.

Questa gara è un’esperienza che porterò nel cuore per tantissimo tempo. Sono partito in ottima forma, carico di energia e motivazione, accompagnato in bici da mia sorella Patrizia, che ha reso il viaggio ancora più speciale. Ma la vera sorpresa è stata mia moglie Monica, che, senza un minimo di preparazione, ha deciso di seguirmi per 161,300 km dietro a un folle come me! La sua presenza è stata un grande sostegno e un costante promemoria di quanto sia importante avere persone care al proprio fianco durante le sfide.

I miei amici mi hanno accompagnato fin quando hanno potuto, e Mauro è stato l’ultimo a lasciarmi. Purtroppo, ha dovuto fermarsi a causa di un problema di stomaco, ma siamo rimasti in contatto telefonicamente durante tutta la gara. Sentire il loro tifo e il loro supporto mi ha dato una carica incredibile; li sentivo vicinissimi, e questo mi ha spinto a non mollare un centimetro.
Tuttavia, come spesso accade nelle gare lunghe, gli imprevisti sono sempre in agguato. Negli ultimi 3 km, il mio ginocchio ha iniziato a dare segni di cedimento e, purtroppo, ha deciso di mollare. Ma non potevo permettere che 3 km su 161 km compromettessero tutto il lavoro e la determinazione che avevo messo in questa avventura. Così, stringendo i denti e con la mente concentrata sull’obiettivo, ho continuato a correre, passo dopo passo.
Finalmente, ho tagliato il traguardo con un tempo di 22:50:17. È stato un momento di pura gioia e liberazione! Sotto l’arco, ho sentito una marea di emozioni travolgermi: la fatica, la determinazione, il supporto dei miei cari e la soddisfazione di aver raggiunto un obiettivo che sembrava così lontano.

Questa gara non è stata solo una prova fisica, ma un viaggio che ha messo alla prova la mia resilienza e la mia forza interiore. Ogni chilometro percorso è stato un passo verso la realizzazione di un sogno, e non vedo l’ora di affrontare nuove sfide in futuro, sempre con il supporto delle persone che amo
Si torna a casa festeggiando ma su una gamba, rottura del menisco e della cartillagine, operazione nel breve per poter tornare il prima possibile venendo cazziato da amici e parenti. Una sfida tra me e il mio amico ortopedico Maurizio Piazza vinta da entrambe visto che dopo 50gg portavo a casa un bel 4:15:09 ad Atene e dopo altri 20gg accompagnavo Mirko, mio figlio, per la sua prima Maratona a Valencia.

Sull’onda della preparazione post operazione il 2025 inizia con una serie di record personali:
A gennaio alla 6h della Maremma sono partito per fare il personale e avvicinarmi il più possibile ai 60km e chiudo a 61,504km… febbraio 4 maratone in 4 settimane che mi devono portare al personale programmato per la maratona di Rimini, di nuovo la Maga Circe come allenamento e di nuovo un risultato eccellente 3:50:10, poi si parte per Hong Kong dove arrivo sulla griglia di partenza dopo aver camminato per 4 giorni ininterrottamente ma chiudo in 3:53:00, pacer alla maratona di San Valentino per la prima volta delle 4h15 e poi mi sparo il tutto alla Verdi Marathon… dopo tantissimo tempo mi ritrovo sotto l’arco di partenza con una tensione enorme che solo grazie a Gigi, che mi segue a tutte, quasi, le mie avventure, riesce un po’ a stemperare. Una Maratona non bellissima dal punto di vista del panorama, che sinceramente non mi ricordo, ma che ti trasporta per la musica di Verdi in tantissimi tratti del percorso. Soffrendo un pochino verso la fine, riesco a chiudere con un bellissimo 3:34:35. Felice come un bambino il giorno del suo compleanno, sicuro di poter togliere quei 4 minuti nelle prossime 2 gare torno a casa già pregustando i prossimi allenamenti e invece…. La settimana dopo mi ritrovo fermo ai box, e ancora sono in attesa dell’ok del medico per ricominciare a correre. Guardando sempre il bicchiere mezzo pieno in questo mese mi sono riposato, ripreso un po’ di forze e si riparte per la nuova preparazione e nuovi obiettivi… Passatore e 100miglia di New York
