Berlino 2018
Si parte per la mia sesta Regina la seconda fuori dai nostri confini. Dopo il Passatore era diminuita un po’ la voglia dopo quasi due anni a spingere e soprattutto dopo un po’ di piccoli infortuni che avevano minato la preparazione di alcune corse. Per ricominciare seriamente c’era bisogno di una corsa sopra le righe e ho scelto Berlino. Iniziata la preparazione in ritardo proprio per un infortunio sono poi andato come un treno grazie anche alla tabella preparatami da Attilio. Sinceramente, soprattutto all’inizio, era per me troppo impegnativa, tempi allucinanti e uscite di oltre 2 ore. Prese le misure è diventato uno stimolo ancora più grande.
Oggi sono arrivato a Berlino consapevole di essere preparato e con la mentalità giusta per terminare la corsa senza finire stremato, obiettivo divertirmi e Personal Best anche se solo di un secondo. Parto con al seguito la mia famiglia, Monica e Mirko che, a differenza del sottoscritto, hanno già organizzato nei minimi particolari la trasferta. Arriviamo di Venerdì mattina e passiamo tutta la giornata allo zoo di Berlino per poi andare al Maratona expo per prendere il pacco gara… Grande e bello dentro il vecchio e storico aeroporto, prendo il pacco gara e vorrei comprare la maglia ufficiale ma è già finita la mia taglia e quindi opto per la maglia da finisher sempre del’Adidas. Prima di tornare non poteva mancare assolutamente la sosta per un boccale di birra.

Il secondo giorno ci aspetta la tradizionale Breakfast Run, la non competitiva di 6km che utilizzo per la mia tradizionale corsetta di scarico prima della gara, sinceramente non mi aspettavo un’ulteriore festa con tanto di partenza dal Castello di Charlottenburg per arrivare dentro lo Stadio Olimpico di Berlino che per noi Italiani ci riporta indietro nel tempo quando la nazionale di calcio è diventata Campione del Mondo. Tante foto di rito e all’uscita colazione per tutti con Krapfen e frutta a volontà. Si torna in albergo dove mi attende in trepidazione la mia famiglia che vuole andare a visitare la città. Sinceramente nel pomeriggio avrei voluto riposare ma non posso assolutamente non accompagnarli visto che mi sono preso tutta la mattinata per me. Verso sera comincia a salire l’ansia, non tanto per la gara del giorno dopo quanto per come e dove mangiare, ci siamo accorti che alle 21 i ristoranti chiudono quindi la scelta ricade su pochi locali e su un piatto di pasta al sugo che, anche se non era come sono abituato in Italia, non era assolutamente male.


Finalmente arrivo al giorno fatidico, mi preparo con tutti i miei rituali, canotta verde e pantaloncini Joma, il mio cartuccere con tutti i miei gel e il porta pettorale, cerotti sui capezzoli che speriamo che questa volta tengono, e crema su buona parte del corpo per non irritarmi, bottiglietta d’acqua e carta igienica, non si sa mai.
Colazione abbondante con pane e marmellata, succo di frutta e the verde, tutto come da abitudine già da qualche mese, ultimo controllo e si parte verso la metro, cercando di ricordare quale è la fermata. Arrivato mi accorgo che ci siamo solo noi maratoneti tanto è vero che alla fermata di arrivo il treno si svuota e per raggiungere l’arrivo non serve la mappa ma devo farmi trasportare solo dall’onda… sale un pochetto l’emozione e un brivido mi passa per tutto il corpo. Arrivo davanti al parlamento, li ci sono i controlli per entrare nell’area maratona, all’interno cerco un luogo per la vestizione e per gli ultimi preparativi prima di consegnare la sacca. Sono in mega anticipo e mi accorgo che le file per andare al bagno sono lunghissime, non ne ho bisogno ma per sicurezza mi metto in fila, dopo qualche minuto penso di essere un folle e ma rimango ancora in fila e, con il senno di poi, dico per fortuna…

Finalmente ci avviamo alla partenza passando per il parco, la strada è unica e le persone sono tante, più ci avviciniamo più la musica è altissima, il conto alla rovescia parte da 3 minuti e allo sparo la festa inizia.
Nella mia testa ripasso tutta la strategia di gara, non spingere i primi chilometri, nessuno strappo e nessun movimento insano per sorpassi o altro, tanto con il passare del tempo gli spazi si creano, fino 30km non devo scendere sotto i 5:45 al chilometro poi devo sentire le gambe e andare al ritmo che mi sento…. devo bere ad ogni ristoro camminando per 15 secondi e se possibile mangiare qualche cosa, gel ogni 10km e l’ultimo (sprint) al 37km Obiettivo 4:09:59 e tanto divertimento.
Benissimo, talmente tanta gente che alla partenza non c’è neanche lo spazio per fare stupidaggini, il mio gruppo va tutto da subito intorno ai 5:45 quindi mi trovo a mio agio, mi guardo molto intorno come se fossi un turista e sinceramente rimango colpito dalle strade che percorro, certo la storia non è quella di Roma ma il pensiero ai luoghi dove sto correndo mi fanno venire i brividi. Spesso mi trovo a controllare il mio Garmin e dover rallentare perché sto andando troppo veloce. Il ricordo delle ultime maratone di essere andato in crisi negli ultimi chilometri è troppo forte. Passo i primi ristori e riesco a idratarmi e mi accorgo che per me la temperatura è ideale tanto di non sentire il bisogno della spugna ne tanto meno dell’acqua spruzzata dai vigili al contrario di molta altra gente. Piccolo appunto sulle mia nuove scarpe Hoka che ho acquistato proprio durante la preparazione di questa gara, fantastiche come ammortizzamento e molto comode soprattutto sulla lunga distanza ma con una pecca, quando sono bagnate hanno poco grip e si fatica un poco per riprendere la corsa normale.

Arrivo alla mezza maratona e quasi non me ne accorgo, sono ancora abbastanza fresco, un po’ di gambe appesantite ma quasi non le sento, il pensiero va al Passatore e sorrido pensando che oggi è quasi finita e contemporaneamente mi sorge un dubbio se iniziare a spingere ora o aspettare, arrivo al 25km e guardando il mio orologio mi accorgo che comincia a sfarfallare la velocità istantanea, passa da 3:15 a 7:10 al km senza che io cambio la mia velocità. Rimane giusta la misurazione al chilometro e a questa faccio fede anche se, a sensazione, mi sento di aver inconsciamente aumentato la mia velocità.
Si avvicina il 30km e cerco di non pensare troppo al chilometraggio, la paura del muro non mi deve assalire e continuo a guardarmi in torno ancora come un turista per cercare di spostare l’attenzione. Al 35km comincia a salire sul mio volto un bellissimo sorriso consapevole di arrivare fino alla fine nonostante le gambe sono un po’ più pesanti, adesso è il momento di “tirare fuori tutto” e questo diventa il mio mantra fino all’arrivo. Per qualche istante cerco di rivivere il tragitto fatto dove il pubblico sembra di aspettare questo evento per tutto l’anno, si organizzano come per una festa, si incontrano spesso persone che si sono portate da casa sdraio e magari dei tavolini dove sopra si possono trovare dei dolci o più spesso boccali di birra. Bambini in festa che allungano le loro manine per aspettarsi un cinque; non ci sono transenne che delimitano il tragitto o fermano le persone, eccezione nei passaggi più importanti, perché la gente sa che non deve disturbare ma solo incitare, non ci sono isterismi degli automobilisti che imprecano contro chi corre, come succede spessissimo in Italia, ma solo e soltanto una festa.

Arriviamo l 38° km in mezzo a due ali di persone che più andiamo avanti più aumentano, mi aiutano a non sentire la stanchezza, anzi mi sento si stanco ma non stanchissimo, le forze aumentano al cartello dei 40km, manca veramente poco adesso ancora di più devo tirare fuori tutto quello che mi è rimasto, al 41km mi sento chiamare, guardo prima a sinistra e poi a destra e vedo Monica e Mirko, il sorriso si amplifica, lancio baci e alzo le braccia come se avessi vinto, le forze si moltiplicano e aumento la mia cadenza, 700mt al traguardo cerco di tirare fuori le ultime energie e mi accorgo di averne ancora. Le urla della gente non mi danno il tempo neanche di pensare, corro soltanto con tutto quello che ho, passo sotto l’arco, spengo il Garmin, bacio al cielo e leggo 4:06:09 che poi ufficiale diventa 4:06:06.

Il giorno e la gara del record del mondo sulla maratona io faccio il mio Personal Best con energie ancora da spendere. Ancora un passo verso le 3:59:59. I sacrifici ripagano sempre, se poi vengono gestiti con la testa giusta senza farsi prendere dall’entusiasmo e con il divertimento e la possibilità di non arrivare sfatto all’arrivo tanto di continuare, in questo caso da turista vero e proprio, a girare la città a piedi fino a sera ti fanno amare questo sport e ti fanno ritornare la voglia di correre sempre più chilometri.


Personal Best: 4:06:06
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