Terre di Siena 2020
Altra Ultra con vista Passatore, 50km Terre di Siena che già lo scorsa anno mi avevano affascinato e che quest’anno ho voluto replicare assolutamente con l’aggiunta di portare con me mio figlio Mirko, un tifoso di eccezione in trasferta e con la scusa a visitare Siena.
Partenza il sabato con obiettivo di pranzare a Siena, ce la siamo presa con molta calma e arriviamo puntuali al nostro B&B al centro proprio della città. Posiamo subito i nostri bagagli, un pezzo di pizza al volo e, con la scusa di andare a prendere il pettorale, facciamo il primo giro di Siena passando, inevitabilmente, per Piazza del Campo. Appena passato il rituale del pettorale e canotta la voglia di un bel gelato, visto anche la splendida giornata di sole, ci ha portato a gustarlo seduti sul selciato della grande piazza piena di ragazzini che si rincorrono vestiti da carnevale lanciando coriandoli addosso a chiunque passi nella loro zona.
Consci dell’esperienza dell’anno passato e ricordando i locali consigliati, siamo andati subito a prenotare il nostro tavolo per la cena e poi, spinti anche da Mirko, a riposarsi in camera e, sinceramente, ne avevo proprio bisogno.

La mattina prestissimo suona la sveglia, preparazione certosina mentre preparo la mia colazione con fette biscottate e the verde, il tutto portato da casa questa volta. A differenza dello scorso anno non fa freddo e parto direttamente in tuta verso la navetta che mi porterà alla partenza a San Gimignano, durante la passeggiata che mi porta al pullman mi fermo più volte a fare le foto che lo scorso anno avevo perso, un po’ per l’ansia e un po’ per il freddo. Finalmente sulla navetta verso la partenza, anche quest’anno prendo la prima che parte. Arriviamo a San Gimignano ancora prestissimo ma i bar sono tutti aperti e ci aspettano a braccia aperte e vengono presi d’assalto da chi deve fare ancora colazione. Ci mettiamo tutti sulla piazza principale, ancora non è stato montato nulla, ne l’arco ne, tanto meno, l’amplificazione con la musica. In compenso comincio a vedere facce conosciute sia di Roma come VaLentina sia del web come Veronica (che ci regala il braccialetto tricolore) e altri del gruppo facebook 100km di Passione con i quali faremo la foto di gruppo prima della partenza.
Fa caldo e ci cambiamo con molto anticipo e impazienti aspettiamo lo start, montano l’arco o meglio un mini arco per la partenza e con la musica ad alto volume ci avviciniamo alla partenza. Prima di mettermi in griglia parlo con me stesso (non sono matto), non devo spingere, è semplicemente un lungo, devo cercare di andare piano da subito per non sprecare energie.

Pronti via, mi ritrovo in fondo al gruppo, tanto per cambiare stavo chiacchierando… il primo tratto è una lunga discesa asfaltata poi diventa sterrata perché entra nella campagna senese. Bellissima sensazione, il sole sul viso e un po’ d’aria fresca in faccia, tantissime persone, chi partito velocissimo, che si saluta, chi da subito, come il sottoscritto, guarda, forse anche troppo, il Garmin per cercare di prendere un passo giusto. Il primo tratto è molto facile, qualche piccolissimo strappo in salita, ma niente di importante anche perché stò molto bene. Dopo circa un’ora e mezzo di corsa cominciano a farmi male i reni, rallento per cercare di capire se è solo passeggero e infatti dopo qualche metro le cose si mettono meglio. Arrivo a Colle Val D’elsa affaticato per il respiro corto dovuto al dolore ma fortunatamente comincia la discesa che poi diventa abbastanza ripida, in quel momento mi sento meglio ma quando arrivo sulla piazza e mi fermo al ristoro, il dolore si fa forte, mangio e bevo e, prima di riprendere la strada verso Siena, mancano ancora 32km, cammino per cercare di far diminuire il dolore. Questo passo sembra farmi raggiungere l’obiettivo e quindi riprendo a correre anche ad un buon ritmo, uscito dalla città per un tratto corriamo su asfalto per poi entrare di nuovo nella campagna senese, la strada va ancora in salita ma il panorama che ci circonda è veramente bello.

Ci avviciniamo a Monteriggioni e sulla strada ormai c’è chi corre e chi cammina, ci diamo un po’ di supporto l’uno con gli altri. Sento la stanchezza e per andare avanti mi metto come obiettivo di raggiungere un gruppetto davanti a me e piano piano lo raggiungo, mi affianco a loro e per un tratto mi metto al loro passo fino a quando vengo sorpassato da un ragazzo che mi metto a seguire. Il passo per quel momento è abbastanza allegro, prima rallento poi mi ricordo che a breve dovrò affrontare una bella salita e allora stringo i denti e mi metto in scia. Si vede Monteriggioni e per arrivarci dobbiamo fare una salita abbastanza dura e infatti tutti cominciamo a camminare. Arrivato sulla piazza mi fermo a lungo al ristoro, bevo e mangio molto, anzi mi porto dietro anche una banana e alcuni biscotti. Mancano 18km e per i prossimi 8 la strada si fa diciamo facile, cerco di recuperare sapendo che al 40km la strada si rifarà di nuovo in salita e proprio qui che cammino per molto tempo, provo qualche tratto a correre ma non mi sembra il caso, nella mia mente mi raffiguro l’arrivo, la piazza, l’arco e la musica. Nel bel mezzo della campagna davanti a me il cartello che ci dice che stiamo entrando a Siena ma non si vede ancora la città, ancora un tratto in salita e poi tutto dritto e in falso piano fino alla porta della città. Sorpasso un bel po’ di persone e mi metto in testa di arrivare con quel ritmo fino alla fine. Siamo agli ultimi 3km e nel mirino mi metto un ragazzo che sembra averne ancora, mi da lo stimolo per non fermarmi, anzi per aumentare ancora il ritmo, praticamente lo raggiungo a 500 metri dall’arrivo ma gli dico che non mi sembra giusto sorpassarlo in quel momento ma che preferisco arrivare insieme a lui, invece incontro mia sorella che mi dici che Mirko mi sta aspettando sull’ultima curva… allora decido a 150mt dall’arrivo di uscire dal percorso e andare a baciarlo per poi passare sotto il traguardo ancora più contento. Ancora una ultra portata a casa, mi sento benissimo e il viaggio verso il Passatore è solo all’inizio.
Lascia un commento Annulla risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.