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Romeo e Giulietta

2 Dicembre 2022
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E si, ormai tra me e la corsa è solo amore e non poteva mancare la Maratona di Verona casa di Romeo e Giulietta. Da qualche anno pensavo di metterla in calendario ma il Covid ha bloccato ogni idea. Avevo decisa di farla a prescindere quest’anno e ho trovato un alleato in Pierluigi che, nonostante la settimana dopo deve fare la maratona di Firenze si è imbarcato con me in questa avventura.

partenza per Verona

Partenza la mattina di sabato con il treno, 4 ore di viaggio volate con chiacchiere e letture e scambiando messaggi con altri amici che stavano andando alla mezza di Caserta. Arrivati a destinazione passeggiate direttamente all’espò dove incontriamo alcuni amici, ritiro del pettorale e classiche foto di rito.

Decidiamo di andare a prendere il nostro appartamento a piedi con la speranza di trovare un posto dove pranzare, praticamente non tocchiamo cibo da Roma e la fame fa cattivi scherzi, invece arriviamo praticamente all’indirizzo del nostro appartamento senza incontrare un posto da mangiare se non tantissime banche…. Ma qui mettono i soldi in cassaforte senza mangiare? Bho…. Purtroppo arriviamo a prendere le chiavi troppo presto e decidiamo di andare verso il centro per mangiare, ci imbattiamo in una bella paninoteca e solo dopo aver preso il tavolo capiamo che si mangia solo vegano, che facciamo ci alziamo o rimaniamo? La fame e la stanchezza era troppa e decidiamo di rimanere e alla fine mangiamo anche bene, provando panini che non avrei mai preso e che magari ora, in emergenza, si possono tranquillamente ordinare.

Finalmente prendiamo il nostro appartamento, un attico con vista su Verona spettacolare, la bellezza dell’appartamento è probabilmente sprecata per dormirci solo una notte per la Maratona ma meglio così. Carichiamo i cellulari poi andiamo a farci un giro in centro o meglio questa era l’idea ma non avevamo fatto i conti con la stanchezza così ci addormentiamo tutte e due sul divano. Svegliati di soprassalto ci guardiamo e senza pensarci decidiamo di uscire subito. La distanza tra la nostra dimora e l’Arena, che poi è anche la partenza, è meno di 10 minuti di camminata. La piazza è bellissima e cominciamo a girare anche per le strade del centro e andiamo sotto il balcone di Giulietta e ad accarezzare il seno della statua perché il detto dice che così porta fortuna. Dopo un’oretta abbiamo praticamente girato tutto il centro e allora perché non prenderci un bel aperitivo in piazza? Non ci abbiamo pensato troppo su e il primo tavolino libero è diventato il nostro.

Ormai si è fatta l’ora di cena e ci alziamo per trovare un locale quando ci imbattiamo nei mercatini di Natale che sono stati la nostra rovina sia per gli acquisti sia perché alla fine abbiamo fatto tardi e i locali che avevamo visto per andare a mangiare non avevano più posto. Pierluigi ricorda di un bel e grande locale proprio sotto l’Arena dove fanno la pizza e ci siamo diretti li, buona cena e anche molto veloce, diciamo che alla fine siamo stati fortunati. Finalmente si torna in camera e prima di metterci a letto prepariamo tutto per il giorno dopo, vedendo le temperature rigide tiro fuori tutto quello che avevo portato di pesante.

Finalmente arriva la domenica, colazione e passeggiata fino all’Arena. Un freddo bestiale tanto che decidiamo di spogliarci e portare la borsa al deposito solo qualche secondo prima di entrare in griglia, poi griglia per modo di dire, pignoli per farci entrare ognuno dal proprio cancello poi dentro tutti insieme compresi quelli della mezza. Il tempo di un selfie e si parte, saluto Pierluigi che andava per il suo PB e io mi metto tranquillamente al mio passo.

Neanche 100 metri dopo l’arco un imbuto che ci ferma per poi riprendere tranquillamente a correre. Fa molto freddo e penso di mettermi fisso al passo di 6 al km e spingerlo per più tempo possibile poi quando non ne ho più rallento come ormai nelle ultime maratone. I primi chilometri sono i più difficili perchè se da una parte è difficile sorpassare i più lenti, dall’altra ci sono i “razzi” della mezza che se ne fregano degli altri creando un po’ di scompiglio. Il primo tratto devo dire che è anche divertente girando nelle strade di Verona per poi arrivare lungo l’Adige. Primi ristori che si presentano da subito con i solidi sono una bella novità ultimamente anche se non ne approfitto da subito, per questa gara sono tornato ai miei vecchi gel anche se ho deciso di prenderli ogni 30 minuti e non come prima ogni 10km, i miei carbo fatti in casa sono molto comodi per le Ultra molto meno per la maratona dove non mi porto la camelbak. Dopo un tratto lungo il fiume si passa sulla ciclabile che ci porterà fino alla diga tra gli sguardi curiosi dei giocatori di alcune squadre di calcio che si stanno accingendo a raggiungere il campo ma devono aspettare il nostro passaggio. Mi sento benissimo anche perché circondato da un bel po’ di corridori anche se non tutti hanno il pettorale rosso della maratona ma quello giallo della mezza. Quando me ne accorgo mi viene quasi voglia di non andargli dietro ma poi penso che forse mi stanno dando una mano a tenere il passo e quindi rimango dietro a loro. Passaggio sulla diga suggestivo anche se abbastanza stretto, si passa al massimo 2 per volta e questo crea un piccolo ingorgo che si smaltisce all’uscita grazie ad una ampia strada che ci porterà dritti a Pavona, e dalla parte opposta vediamo il gruppo che ci precede che corre in senso contrario. Sotto il paese il giro di boa che ci riporterà dentro Verona, ancora con un bel numero di partecipanti che non mi fanno sentire solo, mi sento bene e devo faticare a tenere il passo dei 6 min/km perché le gambe vorrebbero andare. Finalmente dopo circa 8km si ritorna in città, transenne e archi mi fanno pensare di stare vicino all’arena e finalmente tanto pubblico che ci acclama e senza accorgermene mi trovo troppo veloce, penso chi se ne frega poi rallento e quando mi accorgo che mancano ancora due chilometri alla mezza rallento. Questo ultimo tratto è sui sampietrini e un pochino lo soffro ma quando si sente la musica provenire dall’arrivo ritornano tutte le forze. Passaggio sotto l’Arena e poi a sinistra vengono deviati quelli della mezza che sono all’arrivo e a destra chi deve fare ancora l’altra metà della strada. Pensavo e speravo di non rimanere solo come era successo qualche settimana prima a Napoli e sono stato accontentato, sicuramente non eravamo tanti come prima ma neanche pochi. Si parte per il secondo giro ma adesso conosco quello che mi aspetta, penso di mantenere il passo ancora per un bel po di tempo, sicuramente fino alla diga poi vediamo. Si crea un gruppetto di 4 corridori che senza volerlo andiamo allo stesso passo e ci tiriamo, non parliamo ma stiamo tutti insieme. Ci sorpassa una ragazza che sembra averne più di noi ma poco dopo rimane costantemente 100mt davanti e la prendo come punto di riferimento. Questa situazione mi piace ma soprattutto mi fa volare il tempo perché inconsciamente non vedo il mio Garmin ma rimango al passo degli altri. Arriviamo senza accorgermene alla diga e quindi al 30 km e ancora mi sento che posso andare, e forse aumento un pochetto il passo perché mi stacco dal gruppetto e mi avvicino alla ragazza davanti a me, al giro di boa riesco a raggiungerla e mi allungo forse più perché lei rallenta che io che aumento ma poco importa perché questa situazione mi da una bella carica. Poco prima di entrare a Verona comincio a sentire la stanchezza anche perché mi guardo in giro e sono solo, sorpasso un bel po’ di corridori che stanno camminando e inconsciamente perdo il passo. Si torna sul tratto lungo Adige all’interno della città e il cartello dice 38km, dentro di me dico è finita e riprendo ad andare e contemporaneamente raggiungo un gruppo di camminatori che praticamente bloccano la strada senza pensare che dietro ci siamo noi che stiamo giungendo di corsa, giriamo per il centro e prima di entrare nella zona dove iniziano le transenne i turisti riempiono la strada come se non ci fosse la gara nonostante i fischi e le urla dei volontari, ma appena si gira nella piazza, come 2 ore prima , si vola ad in metro da terra con il tifo del pubblico e come il giro precedente aumento la velocità. Rallento ad un chilometro dall’arrivo ancora per colpa di un altro gruppo di camminatori ma poi come prima si sente la musica e si vola fino sotto al traguardo per la trentunesima maratona, diciottesima Regina.

Un’altra bellissima esperienza, un’altra bellissima Maratona e se mai ce ne fosse stato bisogno la conferma di aver conosciuto una grande persona come Pierluigi che è anche un grande maratoneta (Personal Brest anche qui, terzo consecutivo).  

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