Lidense 2018
Gran bella settimana, prima l’allenamento con mio figlio, poi riuscire ad allenarsi tutti i giorni e seguire la tabella minuziosamente, poi il secondo allenamento con mio figlio e un suo amichetto (in due non fanno la metà dei miei anni) e infine una gara che doveva essere un semplice allenamento e invece mi sono fatto una sorpresa….
E già, questa settimana quasi 70 chilometri sulle gambe e finalmente si è tornati a correre in salita in attesa della Lidense, una 15km sul lungomare di Ostia che, quest’anno come lo scorso anno, l’ho messa in programma come allenamento veloce. Come capita spesso in questo periodo di preparazione, arrivo alla gara già stanco, questa volta dovuto anche ad un sabato all’insegna del lavoro e della programmazione. La mattina finalmente non si vede una nuvola in cielo e non riesco a capire se devo andare vestito leggero o un po’ più coperto. Fa freddo, è vero, ma si corre per 15km sul lungo mare e in pineta così decido per un abbigliamento intermedio, canotta su maglia termica e pantaloncini.

Arrivo all’appuntamento con Matteo e aspettiamo Claudio con la speranza che si è ricordato di portare i pettorali ritirati. Quando siamo tutti e tre iniziamo il riscaldamento, diverso dal solito, così come lo stiamo testando in allenamento dopo aver letto il libro “Andiamo a Correre” di Fulvio Massimi e organizziamo la strategia di corsa per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati per la giornata. Questo mi sa tanto di strano, non sento la tensione pre gara, anzi mi sento molto sollevato proprio come mi sento prima delle uscite quotidiane.
Ci mettiamo in coda ai 1440 partenti in attesa del via, si continua a scherzare anche con gli altri runners e all’improvviso sentiamo lo start. Ci mettiamo circa un minuto prima di poterci muovere anche noi, ma non è un problema. L’obiettivo è mantenere un ritmo a 5:10 per portare Matteo al 10^ chilometro e poi ognuno per la propria strada. Il bello di correre sulle strade dove ci alleniamo quotidianamente ci fa sentire ancora di meno il sapore della gara ma contemporaneamente ci fa gustare un mare calmissimo e un sole caldo che nelle ultime uscite sognavamo. Purtroppo in pineta, tra il 5 e il 6 chilometro Claudio e Matteo si staccano e da quel momento mi trovo a correre con runners stranamente molto silenziosi. Mi concentro e decido di andare avanti cercando di aumentare piano piano la mia velocità. Al decimo chilometro mi sento molto bene e mi affianco ad un gruppetto che sento che vogliono mantenere il loro ritmo sotto i 5:00 fino al traguardo. Usciti dalla pineta ci immettiamo sul lungo mare che ci porta al traguarda, il nostro passaggio blocca il traffico e purtroppo la male educazione dei cittadini, oltre alle urla e imprecazioni verso la corsa stessa, rende alcuni tratti difficoltosi per la respirazione, perché le macchine in coda rimangono tutte con il motore acceso. La mia domanda nasce spontanea, ma per quale motivo, sapendo di dover aspettare la riapertura della strada, consumi inutilmente carburante ed inquini l’ambiente circostante? Ti chiedo troppo un po’ di rispetto per chi fa sport invece di stare bivaccato sul divino? Magari in macchina ci sono proprio quelle persone che si incazzano se non vengono rispettate….ma questo è un altro argomento.

Mancano solo 4km e mi sento bene, parlo con me stesso: “cosa faccio, vado? Ma no dai, non serve, ma se spingo un pochetto faccio il PB….. dai ci provo”. Mentre decido cosa fare un corridore con la respirazione pesante prima mi affianca e poi mi sorpassa, allora aumento il passo costantemente e più vado avanti più mi sento bene, non mi accorgo di star a correre perennemente sotto i 4:50 e, a differenza del ragazzo che affianco, la mia respirazione è normalissima. Ormai mancano meno di 2km e ho il sorriso fisso sul mio viso, sorpasso un bel po’ di corridori e , dando uno sguardo al mio Garmin, mi accorgo di stare sotto i 5’ al km di media, allora spingo come se non ci fosse un domani, una ripetuta secca al 15km e arrivo a braccia alzate sotto l’arco con il tempo di 1:12:36 Personal Best.

Che soddisfazione, partire da casa per un allenamento e tornare con il personale sui 15km. Oggi più che mai ho avuto la conferma che in questo bellissimo sport conta tantissimo la testa, ci si deve allenare e duramente, ma se non si utilizza la testa, se non si è sereni con se stessi, se non si ha una giusta strategia i risultati non arrivano.
Io corro per divertimento e mi diverto molto di più, come penso che sia per molti runners, se con il tempo i risultati migliorano.
Come ho detto all’inizio questa è stata una settimana piena di allenamenti e di chilometri corsi con una motivazione che mai avevo avuto prima grazie anche a mio figlio e questa gara è stata la classica ciliegina sulla torta.
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