PASSATORE 2019 IO C’ERO
Appena terminato il mio primo Passatore nel 2018, dopo oltre 18 ore di corsa, le mie prime parole e pensieri sono stati… “mai più… è da folli” nonostante il viaggio fosse stato bellissimo ed un esperienza unica nel suo genere. Con il passare dei giorni questo mio pensiero veniva rafforzato dalla fatica che ci stavo mettendo a recuperare lo sforzo sostenuto, ho smesso di scrivere anche le emozioni che la corsa mi trasmetteva. Poi finalmente nasce la Personal Best, la mia squadra e tutto quello che avevo perso in pochi giorni lo recupero ma moltiplicato per dieci…. E naturalmente subito a mettere i puntini sul mio cammino, due grandi obiettivi: trovare una Maratona per scendere sotto le 4 ore e il Passatore a 15 ore.
Per testare subito la mia forma il 2 Novembre parto per la Sorrento Positano di 54 km, una gran bella corsa che mi consegna delle riposte positive e allora dal giorno dopo si parte per la mia preparazione fatta di tante corse e lunghi… a febbraio mi testo nella 50km di terre di Siena gara non proprio per le mie caratteristiche, che odio lo sterrato, ma anche questa unica ed indimenticabile… si avvicina il mio primo obiettivo che è la Maratona di Milano e per allenare un po’ di velocità mi inscrivo alla mezza di casa alla Roma Ostia alla quale, stranamente, faccio il mio personale, solo 7 giorni dopo la Strasimeno di 58km per poi arrivare finalmente al primo obiettivo stagionale, la Maratona di Milano…. 3:52:49 parla da solo sul cammino verso il GRANDE OBIETTIVO…

L’11 maggio, dopo tanto tempo, il mio corpo chiede un po’ di riposo, non sto benissimo, decido di non allenarmi ma le cose peggiorano tanto da tenermi non solo lontano dalle mie scarpe nuove da corsa, ma chiuso a casa per potermi curare. All’inizio la prendo sorridendo, finalmente mi riposo sul serio, come dice Roberto Martini, quale migliore occasione per riposarti nel migliore dei modi per recuperare dal grande lavoro fatto negli ultimi mesi…? L’importante è stare bene negli ultimi giorni… passano i giorni ma la situazione non migliora, comincio a pensare di non presentarmi ai nastri di partenza, la mia situazione peggiora invece di migliorare. Solo venerdì mattina decido di andare Firenze a prendere il pettorale e il pacco gara, volevo la maglia e lo smanicato, decido di partire con l’idea che se mi sento male mi fermo. Con me Giacomo che mi supporterà nei ristori dove abbiamo deciso di incontrarci…. Primo appuntamento a Borgo San Lorenzo. Prima di partire il più agitato ed emozionato dei due era proprio lui, per me era come partire in una normale gara dove cambiavano le facce dei partecipanti… una festa mista a preoccupazione negli occhi dei runners. Da quando ho deciso di partire che guardo le previsioni, costantemente danno pioggia e saette, invece sulla linea di partenza un caldo bestiale, sono con la canotta della società e il mio pensiero ricade sul fatto che non ho messo la crema solare…

Finalmente si parte, ho appena comunicato a Giacomo il mio itinerario con gli orari considerando l’obiettivo finale tra le 14h30m e le 15h30m. Decido di rimanere su quel ritmo nonostante le settimane passate, al massimo rallento o mi fermo dopo. Finisco la salita di Fiesole così come programmato, invece mi ritrovo a fare la discesa lasciando andare le gambe e correre senza mai fermarmi direttamente fino a Borgo San Lorenzo dove arrivo con poco meno di un’ora di anticipo rispetto al programma. Mi sento benissimo e scherzo con Giacomo mentre faccio il mio primo cambio. Un check veloce e si riparte per passo Colla, dando appuntamento a Giacomo al ristoro prima del passo stesso. La salita si fa dura e decido di camminare per non mettere in pericolo il proseguimento della gara, ma anche di passo la salita è abbastanza difficoltosa e noiosa. A differenza dell’anno precedente faccio la salita in mezzo a tantissime persone e biciclette. Prima di arrivare al Colla mi incontro con Giacomo per il secondo cambio, un po’ più pesante, e per indossare la luce frontale per tenere sveglio il mio cervello. Finalmente, dopo una serpentina tra le auto in fila, si conquista il Colla, un bel bicchiere di brodo di gallina, 10 minuti di stretching e via verso Marradi con ancora 10 minuti circa di anticipo sul programma.

Ancora una lunga discesa, anche qui corsa tutta di un fiato ma ad una velocità inferiore, gli oltre 50 km e soprattutto la lunga salita si fanno sentire. Mi ricarico nel pensare che sto benissimo, stanco il giusto ma che non devo esagerare. Comincia anche una leggera pioggerellina che rinfresca l’ambiente, non sento freddo nonostante l’altezza ma meglio coprirsi bene. Arrivo a Marradi ancora in anticipo sul mio tempo ma cosciente di non riuscire a recuperare più il tempo che mi fermo ai ristori. Ancora riesco a correre tranquillamente camminando veramente il minimo per recuperare. Mancano solo 35km ma ora iniziano una serie di sali e scendi che non sono il massimo in più comincio a risentire dell’influenza dei giorni scorsi, dal 75km circa ogni volta che respiro mi fanno male i polmoni e il petto, comincio a correre male e da li a poco mi viene e si rompe immediatamente una enorme vescica sotto il piede destro.

Comincio a camminare più spesso da quando sono partito, al 77km mi cambio di nuovo perché tra sudore e pioggerellina sono zuppo e camminando molto spesso comincio ad avere freddo, probabilmente è stata la mossa che mi ha dato la forza per arrivare a Faenza. Non guardo più l’orologio ma penso solo ad arrivare, sono stanco e respiro male, mi fanno male i piedi ma non voglio fermarmi, al 88km incontro Giacomo ma non riesco neanche a scambiarci una parola, non voglio fermarmi, ci vediamo a Faenza. Cambio la postura di corsa, l’unico modo per non sentire il dolore delle vesciche è correre con i talloni e così faccio. A 6km dall’arrivo ritornano le forze, per tenere la mente sveglia mi faccio due conti e per poco rimango fuori dal mio obiettivo massimo di 15:30, all’inizio penso che non mi importa, stò arrivando alla mia seconda 100km, ma andando avanti riparto a correre continuamente e taglio finalmente il traguardo in 15h20m24s. Emozionatissimo insieme a Giacomo, a differenza dello scorso anno, sono già pronto per iscrivermi all’edizione del 2020 con l’obiettivo delle 14 ore.

Voglio ringraziare mia moglie Monica e mia sorella Patrizia che hanno sopportato le mie paturnie per oltre 6 mesi, soprattutto negli ultimi giorni, la mia squadra Personal Best che mi ha affiancato nella preparazione di questo viaggio e Giacomo che per seguirmi ha spostato la sua operazione al ginocchio e che alla fine era più emozionato e più stanco di me.

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